Premio speciale Turnaround: Equinox e Mittel sono stati premiati per l’operazione Sorin Group (oggi Livanova)

Premio speciale Turnaround: Equinox e Mittel sono stati premiati per l’operazione Sorin Group (oggi Livanova)

Dea Capital Alternative Funds, Mandarin Capital Partners, Progressio e P101 sono i vincitori della edizione 2018 del Premio Claudio Dematté Private Equity of the Year®

Categoria Early Stage: P101 per l’operazione Octorate;

Categoria Expansion: Dea Capital Alternative Funds per l’operazione S.M.R.E.; 

Categoria Buy Out: Mandarin Capital Partners e Progressio per l’operazione Industrie Chimiche Forestali; 

Menzione speciale Ipo: NB Aurora per l’operazione DBA Group;

Premio speciale Turnaround: Equinox e Mittel per l’operazione Sorin Group (oggi Livanova)

Milano, 13 dicembre 2018 – I vincitori della quindicesima edizione del Premio Claudio Dematté Private Equity of the Year® sono stati premiati durante la cerimonia che si è tenuta presso la sala delle polene del Museo della scienza e della tecnologia. Il premio, anche quest’anno è stato promosso da AIFI ed EY, con la partecipazione di Borsa Italiana e la collaborazione di Corriere della Sera, Gruppo 24 Ore, SDA Bocconi. I nomi dei premiati sono stati votati da una giuria composta da professionisti di altissimo livello appartenenti al mondo istituzionale, imprenditoriale e accademico, all’interno di una rosa di 17 operazioni finaliste, precedentemente selezionate tra le società che hanno generato il disinvestimento dell’operazione tra il primo agosto 2017 e il 31 luglio 2018.
Nella categoria Early Stage (investimento in capitale di rischio effettuato nelle prime fasi di vita di un’impresa, comprendente sia le operazioni di seed sia quelle di startup) il premio è stato assegnato a P101 per l’operazione Octorate società specializzata nello sviluppo di servizi e soluzioni software per hotel, B&B e case vacanza; nella categoria Expansion (operazioni di investimento in capitale per il finanziamento dello sviluppo d’impresa), invece, il vincitore è Dea Capital Alternative Funds per l’operazione S.M.R.E., società di engineering specializzata nello sviluppo di soluzioni altamente tecnologiche; nella categoria Buy Out (operazione di acquisto dell’impresa da parte dell’operatore di private equity in affiancamento con il management/imprenditore) il premio è statoconsegnato a Mandarin Capital Partners e Progressio per l’operazione Industrie Chimiche Forestali, azienda che progetta, produce e commercializza adesivi e tessuti ad alto contenuto tecnologico per il mercato calzaturiero & pelletteria, automotive e packaging. Infine, è stata consegnata una menzione speciale Ipo a NB Aurora per l’operazione DBA Group, società specializzata nella fornitura di servizi e soluzioni di architettura e ingegneria, di project & life cycle, management e Ict e un Premio speciale Turnaround a Equinox e Mittel per l’operazione Sorin Group (oggi Livanova) società che disegna e produce impianti biomedicali nel settore della chirurgia cardiaca.
“Quest’anno abbiamo consegnato una menzione speciale Ipo per sottolineare l’importanza che i fondi hanno nell’accompagnare le imprese target in borsa e un premio speciale Turnaround, segno che i fondi sono uno strumento importante anche nelle fasi più delicate di vita aziendale – ha dichiarato Innocenzo Cipolletta, Presidente di AIFI – Il lavoro degli operatori di private equity oggi è molto focalizzato sulla crescita dimensionale e l’internazionalizzazione, tant’è vero che nel 70% dei casi le imprese oggetto di investimento hanno incrementato la loro presenza nei mercati esteri e, la crescita dell’occupazione per ogni singola operazione, ha superato, in media, il 120%”.
“Quest’anno le operazioni candidate al Premio rappresentano un esempio di come il private equity sia in grado di selezionare le aziende con grande potenziale e possa contribuire alle loro performance. Rispetto allo scorso anno il private equity è stato in grado non solo di mantenere ma anche di aumentare i ritorni medi” commenta Enrico Silva, Partner di EY responsabile del settore dei Private Equity. “Ciò è stato possibile lavorando alla crescita delle aziende investite. Nei buyout, per esempio, il CAGR medio del fatturato è stato di oltre il 30% contro il 19% dello scorso anno, mentre il CAGR dell’EBITDA è stato di oltre il 40% contro il 15% dell’anno precedente. All’interno di questa lista di grandi operazioni si è scelto di premiare quelle che, anche per complessità del business, hanno avuto dei caratteri particolarmente distintivi”.